Wonderful experience: Arte virtuale Van Gogh + Monet

Domenica scorsa qui a Roma era nuvoloso, così ho detto a mio marito: “Perché non andiamo alla mostra multimediale Monet e Van Gogh a via Guido Reni?”. Ero curiosa, volevo abbattere i pregiudizi che nutrivo.  Amo le mostre pittoriche, ma questa cosa del multimediale non mi convinceva per niente, lo confesso, mi sapeva di fregatura.  Scettica ma determinata, sono entrata nella prima sala, quasi completamente buia, dove c’erano delle tavole con informazioni sulla vita di Monet ed alcune riproduzioni, poi entro in un’altra sala allestita con occhiali e cuffie audio, mi siedo e inizia questo viaggio meraviglioso: guidata da una voce che simulava quella del pittore, ho partecipato alle sue emozioni prima di produrre un quadro, ho vissuto le sue scelte per i colori, le sue percezioni della natura, mi sono sentita parte della sua creatività.  Tutti i sensi erano all’erta: la vista, con le immagini che erano un tripudio di colori; l’udito, con la voce del pittore che raccontava ciò che gli provocava le emozioni più forti ma anche con il rumore simulato degli uccelli, della neve, dei suoni assordanti della città. Anche il tatto ha avuto la sua parte: mentre si vedeva l’immagine di un quadro che ritraeva un paesaggio invernale, si percepiva il freddo sul viso.  Era impossibile non condividere tutto questo, tutto quello che veniva riprodotto era frutto di ciò che Monet vedeva attraverso le sue emozioni e il visitatore (in questo caso io stessa) ne viene completamente coinvolto.  Alcuni giorni prima avevo visto su Facebook una donna che, dopo aver visitato questa mostra, era scoppiata in lacrime, ho pensato: “Che esagerazione! Addirittura mettersi a piangere!”.  Beh, ad un certo punto, mentre stavo facendo questo viaggio virtuale, gli occhiali si sono appannati e due lacrime sono scese sorprendendomi. Lo stupore è proseguito quando sono passata alla sezione dedicata a Van Gogh; anche là, dopo alcune informazioni sulla vita del pittore ho fatto un viaggio virtuale nelle sue opere: stessa modalità, egualmente coinvolgente.  Nonostante le dure prove della vita, Van Gogh è riuscito a rappresentare la speranza nel quadro “Notte stellata” del 1889, dove le stelle sono così luminose da sembrare artificiali, mi sono ritrovata immersa nel dipinto e le stelle erano davvero spettacolari! Mi ha fatto pensare che, nonostante l’inquietudine che traspare da questo dipinto, quelle stelle riescono a trasmettere una sensazione di pace e di speranza nel domani. Van Gogh diceva: “Esprimere la speranza con qualche stella”, e, almeno con me, c’è riuscito totalmente.  Poi, non solo vedere, ma immergersi nei suoi gialli, gli arancioni, ciò che provava prima e mentre dipingeva, la sua curiosità verso il colore, la speranza di trovarci qualcosa di nuovo, di diverso, mi ha catturato e mi ha fatto sentire meno sola, sì, perché sullo schermo ad un certo punto è apparsa una sua frase che diceva: “Le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita”, e allora mi sono detta che commuoversi per qualcosa, qualsiasi cosa, non è segno di debolezza o di ingenuità, le emozioni fanno parte della nostra esistenza, possono influenzare le nostre scelte, insomma esprimono noi stessi, la nostra anima e perfino quelle negative sono importanti perché, riaffrontando situazioni spiacevoli e tristi che le hanno scatenate, possiamo farle scomparire riaprendoci alla vita e a tutta la bellezza che ci può offrire.

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