Un altro piccolo brano del romanzo: Marta

Da “La perdita della corazza”: “Si ritrovò a pensare al suo matrimonio e, a malincuore, dovette prendere atto che aveva molti punti deboli.  Per anni aveva fatto finta di non vederli, li aveva ignorati, anzi, li aveva voluto ignorare di proposito perché non sopportava il disagio e la tristezza che si affacciavano nella sua vita, apparentemente perfetta, ogni volta che si fermava un attimo a riflettere sulla sua esistenza liberandola dalla superficialità.  Negli anni aveva percepito sempre di più che il rapporto con suo marito si stava snaturando, spogliando della sua originale freschezza per rivestirsi di convenzioni e doveri.  Ambedue avevano intrapreso quel viaggio misterioso che è il matrimonio con speranze, progetti, attese, e c’erano state delle delusioni, aspettative disattese, prezzo che molte coppie pagano se si considera la fragilità individuale.  Non erano però stati in grado di supportarsi a vicenda; la gracilità personale era stata scioccamente considerata da ciascuno dei due come una debolezza che a tutti i costi doveva essere tenuta nascosta e che bisognava tentare di sconfiggere individualmente.”

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