Sanremo

 Ebbene si, siamo ormai prossimi ad un appuntamento che bene o male ogni italiano non può esimersi di ignorare, il festival di Sanremo,  festival della canzone italiana.  Da tempo occupa la prima serata per vari giorni tra esibizioni e dibattiti, cinque giorni in cui si parlerà delle canzoni, degli artisti che le presenteranno, dei conduttori, degli ospiti.  Inevitabilmente ci saranno insieme alle critiche positive anche quelle negative che tenteranno, non riuscendoci, a gettare polvere col tentativo di affossare la kermesse.  Ogni volta, in questo periodo, non posso fare a meno di ricordare di quando ero bambina , il festival di Sanremo era rigorosamente visto da tutta la famiglia, cenavamo un po’ prima del solito per non perdere l’inizio della trasmissione, poi tutti in blocco andavamo nel salotto buono dove mia nonna paterna  si posizionava di fronte al televisore sulla sua poltrona morbida ed imponente, noi nipoti ci mettevamo per terra sul tappeto (il divano era destinato ai miei genitori troppo preoccupati che lo potessimo rovinare), e tra noi, la telespettatrice più agguerrita era certamente mia nonna, si doveva stare in religioso silenzio perché voleva sentire il suo cantante preferito, Claudio Villa, e non ammetteva che qualcosa o qualcuno la potesse distogliere da quell’ascolto.  Denigrava le nuove band come i Rokes, non solo per i capelli lunghi e la provenienza straniera, diceva che loro strillavano e che non cantavano come invece faceva il suo beniamino.  Io ero una bambina, ma ovviamente mi sentivo più vicina a quei “capelloni” che a quel signore ben vestito con camicia bianca, papillon e smoking che aveva indubbiamente una voce possente ma che ai miei occhi sembrava solo un “vecchietto” che cantava canzoni melodiche che non incontravano il mio gusto.  Il divario tra generazioni era ormai in atto da qualche anno e chi in quel periodo era più grande di me approfittava anche di situazioni futili e popolari come quella del festival per esprimere la propria opinione contro la generazione dei propri nonni, dei propri genitori di cui non condividevano più la maggior parte dei valori che trovavano oramai obsoleti e conservatori.  Sono trascorsi sessantasei anni, ma quando arriva il Festival di Sanremo tutti lo vedono, spesso lo vivisezionano parlandone a volte bene e a volte male così da non passare inosservato.

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