“Questione di prospettiva” di Nicoletta Del Gaudio – Cap.9 –

Cari amici del blog, ecco il capitolo 9! La storia è sempre più ricca di avvenimenti, continuate a seguirla e superate la difficoltà di leggerla online, chissà, un giorno forse potrete leggerla su cartaceo…per questo è importante che continuiate a condividere in tutti i modi! Grazie comunque per il supporto che mi date, state crescendo sempre di più!  Buona lettura!

– Al seguente link è possibile scaricare il documento in pdf – Questione di prospettiva di Nicoletta Del Gaudio cap. 9

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  • Capitolo nono –

Martina si trovava ormai in un momento decisivo, non poteva più aspettare di dare la notizia a Massimo, dopo averlo detto a lui lo avrebbe comunicato anche a sua madre, Clara infatti era ancora ignara della gravidanza perché Martina sapeva che sua madre non sarebbe riuscita a mantenere il segreto con lui. Quella sera Massimo tornò come al solito tardi dal lavoro, sprofondò sul divano con il drink pronto da sorseggiare davanti al televisore quando Martina, con passo sicuro, si diresse in salone, spense il televisore e si sedette di fronte a lui.   Preso alla sprovvista, sul momento non disse nulla, poi, piuttosto irritato le chiese: “Ma sei impazzita? Cosa vuoi? Se non ti interessa il programma che sto guardando puoi anche andare in camera da letto e scegliertene un altro!”. Martina nemmeno si prese la briga di replicare, gli gettò la notizia in faccia tutto d’un fiato: “Sono incinta”. Massimo rimase in apnea per qualche secondo, il bicchiere del drink in una mano e la sigaretta che stava producendo cenere nell’altra.  Le uniche parole che gli uscirono dalla bocca furono: “Stai scherzando, voglio sperare!”. “Per niente” gli replicò Martina. A quel punto si alzò dal divano e, visibilmente scosso, stava cercando di capire come potesse essere accaduto.  Non avevano più rapporti da mesi, non solo si ignoravano, ma era ormai palese che quasi si odiavano.  Serrando le labbra, chiaramente infuriato le disse: “Sei proprio una puttana, ecco perché tornavi sempre tardi…le cene di lavoro, ma chi volevi fare fesso?  Hai proprio sbagliato persona cara mia…Ora ti prendi le tue responsabilità e lo dici a tutti, devi dire a tutti che razza di persona sei, io non passerò di certo per il marito cretino tradito da una poco di buono!”.  Mentre veniva insultata, Martina si domandò cosa mai avesse trovato in Massimo da sposarlo, perché mai aveva pensato di costruire una vita proprio insieme a lui, ma non riuscì a trovare uno straccio di risposta che giustificasse la scelta fatta anni prima.  Poi, dopo la sfuriata, gli disse, con tutta la calma che riuscì a recuperare: “Ti ricordi la vacanza in Kenya?  Ricordi che avevamo bevuto un po’ troppo?  Beh caro mio, eravamo così sbronzi che non siamo stati attenti e questo è il risultato!  Eravamo in due allora e dobbiamo esserlo anche adesso nell’affrontare le conseguenze!”. A quel punto Massimo le disse pieno di veleno: “Chi mi garantisce che sei incinta di me e non di qualche tuo collega?”, Martina si alzò anche lei dal divano, e con tutta la forza tentò di mollargli uno schiaffo rabbioso sulla guancia, ma Massimo, molto più alto di lei la bloccò prendendole il polso e con un ghigno pronunciò delle parole che ferirono Martina più di una lama: “Non provare mai più a colpirmi ed ascoltami bene, qualunque cosa tenterai di fare contro di me ti farò mangiare la polvere! Se abortirai o meno non mi interessa, questo bambino non lo voglio, non è mio, ne sono sicuro, e comunque da domani me ne vado e dirò a tutti, i miei ed i tuoi genitori compresi, che mi hai tradito, che me ne sono andato perché non potevo sopportare di essere umiliato ancora, che sei una donna leggera che non crede nel valore della famiglia!”.  Pronunciate queste parole andò nella camera degli ospiti e girò la chiave, Martina cadde come un sacco vuoto sul divano, si prese la testa tra le mani e pianse.

Clara trascorreva le sue giornate cercando di vivere la quotidianità come meglio poteva tentava di ritrovare nella routine una normalità che sapeva perfettamente non essere più quella di una volta.  Alberto, giorno dopo giorno, manifestava strani comportamenti che lei faceva fatica ad arginare.  Tutte le volte che lui usciva, Clara entrava in uno stato ansioso che si sforzava di tenere sotto controllo muovendosi in modo convulso per la casa.  Se Alberto usciva di mattina, lei continuava a riordinare assieme a Jennifer, la fedele donna di servizio filippina; cercava di non pensare e fare cose manuali la rassicurava, vedere la casa ordinata, pulita, le faceva pensare che tutto fosse a posto, che nessun imprevisto avrebbe potuto scalfire la sua famiglia, ma se Alberto usciva di pomeriggio, o peggio ancora, di sera, e lei rimaneva sola nella grande casa, tutta la sicurezza acquisita svaniva completamente, viveva nel terrore di ritrovarsi i carabinieri che riportavano a casa suo marito in stato confusionale, era già successo una volta, e quella fu per lei un vero shock.  La paura di affrontare di nuovo gli eventuali sguardi indiscreti dei vicini e del portiere la gettava in uno stato di sconforto così intenso da toglierle il respiro. Perché stava succedendo tutto questo proprio a lei che era sempre stata così attenta ed assennata? Inoltre suo marito era sempre stato un uomo posato, serio, rigoroso mentre ora quello che si ritrovava accanto era un uomo completamente diverso, era come se un altro essere si fosse insediato dentro di lui e lei ancora non avesse saputo dargli una identità ma sapeva che solo se avesse conosciuto il nemico avrebbe potuto tentare di combatterlo, e questa ignoranza la faceva versare in uno stato di perenne ansia.  Non era abituata a chiedere consigli, però questa volta ne avrebbe avuto proprio bisogno ma a chi? aveva solo amicizie superficiali, le amiche erano per lo più mogli dei colleghi di Alberto con cui organizzava serate di beneficienza e pranzi al club oppure faceva shopping nei negozi di lusso, non erano le persone giuste con cui condividere ansie e paure, ma soprattutto non erano i soggetti adatti dai quali farsi cogliere vulnerabile. Non rimaneva che sua figlia Martina, ma tutte e due erano alimentate da una notevole dose di ego e riuscire a prevalere in una conversazione sarebbe stata un’impresa titanica che finora nessuna delle due aveva intentato.  Clara era sola, irrevocabilmente sola.  Ancora non si era decisa a portare Alberto dal medico, fino a quel momento aveva preferito navigare nell’ignoranza per paura di dover affrontare una verità per la quale non si sentiva affatto pronta, fece come i bambini quando giocano a ‘fare finta’, così continuò a ‘fare finta’ che la sua vita scorresse secondo i suoi programmi, che tutto andasse bene e che quei piccoli e curiosi comportamenti di Alberto fossero solamente un’originalità di suo marito che in fondo non facevano male a nessuno e che alla sua età gli si potevano concedere.  Clara avrebbe fatto tutto, ma proprio tutto pur di allontanare da sé quel presentimento che invece l’accompagnava sempre, dalla mattina quando si alzava alla sera quando, con enorme difficoltà nonostante il sonnifero, faticava ad addormentarsi. Ma nonostante gli sforzi fatti sapeva perfettamente in cuor suo di non potere più rimandare oltre il verdetto che l’attendeva, ormai era questione di poco, doveva assolutamente fissare un appuntamento con il medico di famiglia per un primo step al quale, ne era certa, ne sarebbero seguiti altri più approfonditi e dolorosi con gli specialisti, non aveva la più pallida idea di come avrebbe avuto la forza di affrontarli, ebbe una sola certezza, percorrere quella via crucis nell’anonimato, nessuno avrebbe dovuto sapere cosa lei e suo marito stessero vivendo, tutto doveva scorrere nella più assoluta apparente normalità.

 

 

6 thoughts on ““Questione di prospettiva” di Nicoletta Del Gaudio – Cap.9 –”

    1. Purtroppo…ma, come hai già visto altre volte, non è sempre così.. sei una lettrice assidua e vedrai, la storia non ti deluderà, l’attesa sarà premiata!!!

  1. Letto tutto d’un fiato! Personaggi fantastici e tu li racconti mirabilmente. Ti prego non farmi attendere troppo i prossimi capitoli! Sempre la meglio Nico!!!!

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