Due piccoli brani da “La perdita della corazza”: Antonio

“Non ce la faceva ad ascoltare la sua rabbia, non riusciva a confrontarsi con l’angoscia profonda che l’accompagnava fin dal mattino.  Molte volte aveva, riuscendoci, evitato di provare rabbia, ma inconsciamente aveva poi fatto ricorso proprio ad essa innescando un circolo vizioso: rispondeva con rabbia ad Andrea, mentre avrebbe voluto solo incoraggiarlo, sgridava con rabbia la sua piccolina, mentre avrebbe voluto solo coprirla di baci, contraddiceva con rabbia sua moglie, mentre avrebbe voluto solo abbracciarla e consolarla.  Insomma gli sembrava che un’altra persona interagisse con i suoi cari, e non gli piacevano affatto le modalità che usava, pur scoprendosi impotente di fronte a tutto ciò” …

… “Aveva realizzato che tutta la sua rabbia era nata contemporaneamente all’aver riconosciuto i suoi limiti.  Non poteva fare di più di quello che già faceva.  Ora doveva imparare a non vergognarsi delle sue debolezze ma partire proprio da lì.  Di quella fragilità doveva fare il suo punto di forza”.

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