Condividere non è mai un errore!

Cari amici del blog, eccomi di nuovo! Oggi, mentre facevo running, ho riflettuto su alcune cose che voglio condividere con voi.  Sono appena trascorse le feste di Natale, occasione per incontrare amici e parenti che di solito, per impegni reciproci, frequentiamo poco.  Da quando scrivo regolarmente, spesso osservo le persone con maggiore attenzione prendendo spunto per nuove storie e nuovi personaggi, così mi sono soffermata su chi, tra loro, tende a proporre conversazioni neutre, cercando di capire il perché di questa scelta. Non essendo estranei ci si dovrebbe conoscere abbastanza e chiacchierare piacevolmente con sincerità, mostrando le reciproche debolezze senza timore di venire giudicati, ma mi sono resa conto che questo non è affatto un processo automatico.  Premesso che ogni individuo possiede una propria personalità, un proprio modo di pensare, di vivere, una propria peculiarità nel reagire a fatti e situazioni, ho pensato che forse alcuni sono ancora portatori di ferite probabilmente mai rimarginate e così preferiscono parlare di argomenti ‘neutri’ come il tempo, l’arredamento, i vestiti, i successi dei figli, dei nipoti ecc… piuttosto che affrontare temi che potrebbero rischiare di toccare quelle ferite. Risultato? Conversazioni futili e vuote.  Il microcosmo in cui vivono non solo li isola, ma gli vieta di aprirsi impedendo, a chi li ascolta, di condividere la loro pena.  Non sanno che quando si ha la possibilità di parlare con qualcuno di ciò che ci preoccupa o che ci fa stare male, avviene una magia: collochiamo il nostro dolore, la nostra paura, in una cornice e possiamo osservarla come fosse un quadro, con il giusto distacco che, a poco a poco, lenisce quella sofferenza. Ci si potrebbe perfino stupire nello scoprire che è possibile sperimentare empatia proprio con chi è diverso, e godere della bella sensazione di non sentirsi soli.

2 thoughts on “Condividere non è mai un errore!”

  1. Dopo anni si puo ‘ arrivare ad esser stanchi di parlare sempre delle stesse cose che se affrontate solo da una parte … diventa difficile risolvere … le dinamiche si ripetono e ci si abbandona al tempo che passando lento e inesorabile … ha almeno il potere di lenire i dolori ai quali alla fine ci si abitua un po’ … subentra anche la voglia di apparire diversi … solari spensierati … per poter evocare sentimenti di empatia positivistica…

  2. Hai ragione Lfreddi, capisco la voglia di spensieratezza, ma se non operiamo un vero e proprio distacco da ciò che ci fa soffrire, possiamo anche provare ad ignorarlo ma quello rimane comunque lì in un cantuccio pronto a riemergere magari quando non ce l’aspettiamo. Penso che condividere con chi ci ama, un’amica, un marito/compagno, una sorella/cognata,ciò che ci fa stare male, forse potrebbe essere d’aiuto.
    Grazie per aver condiviso ciò che pensi!

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