“Questione di prospettiva” di Nicoletta Del Gaudio – Cap. 12 –

Ed eccoci arrivati al dodicesimo capitolo! E’ breve ma intenso. I fatti della vita a volte ci induriscono chiudendoci agli altri, è ciò che accade a Margherita.  Buona lettura!

– Al seguente link è possibile scaricare il documento in pdfQuestione di prospettiva di Nicoletta Del Gaudio cap12

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  • Capitolo dodicesimo

Da alcuni giorni Margherita riusciva a convivere con la bestia, le medicine le davano un po’ di sollievo, ma rimaneva invariata la sua difficoltà a muoversi con disinvoltura, talvolta sopraggiungeva anche quell’orribile formicolio alle mani.  Nonostante ciò, il lavoro le dava sempre una carica positiva anche se doveva sempre tenere alta l’asticella dell’allerta quando si trovava vicino a Francesco o se Angela o Franca erano nei paraggi.  Erano trascorsi già alcuni giorni dall’invio della mail a Juliana ed anche quella mattina aveva controllato la posta con la speranza di trovare una risposta che, purtroppo, non era arrivata alimentando il timore di essersi sbagliata, magari quella non era la ‘sua’ Juliana, magari l’indirizzo era errato… durante il turno cercò comunque di allontanare l’ansia e lavorò a testa bassa. Fortunatamente quel giorno non ci furono incidenti e tutto filò liscio, così quando l’ultima torta del giorno fu in forno, si concesse una sigaretta. Anche Angela si stava concedendo una pausa mangiando una fetta di torta al limone ed incontrandola le disse: “Margherita, questa torta è fantastica, semplicemente sublime! Per fortuna che di solito non avanza niente altrimenti diventerei un ippopotamo, è impossibile resistere davanti a tanta bontà!”. Margherita fece un lieve sorriso continuando a fumare la sua sigaretta.  Angela però, ricordando l’episodio avvenuto nello spogliatoio tempo prima volle approfittare di quel momento per rompere il ghiaccio e cercare di capire cosa avesse turbato così tanto Margherita.  La torta era il giusto pretesto così Angela continuò: “Sei proprio un’ottima pasticcera, lasciatelo dire, io sono molto golosa e non dovrei mangiare tanti dolci, ma i tuoi mandano in paradiso!”.  A quei complimenti Margherita non poté più sottrarsi, si rese conto di dover dire qualcosa, così cercando di essere il più cordiale possibile le disse: “Sai Angela, fare dolci è sempre stata la mia passione, ci metto il cuore, per questo probabilmente vengono bene.”, allora Angela continuò: “Infatti, si vede. Quando lavori hai un’espressione serena, tranquilla, hai un viso radioso, per questo quella volta nello spogliatoio, non so se ti ricordi, quando ti ho visto rabbuiata, nervosa, mi sono detta che forse qualche cosa fosse andato storto mentre preparavi un dolce…chissà…”, a quelle parole Margherita si chiuse subito a riccio, aveva finito la sigaretta e quasi sgarbatamente le rispose: “Si, certo, non ricordo bene, probabilmente è andata così.”, e ritornò in laboratorio.  Lasciò Angela sullo stipite della porta, si rese conto di essere stata un po’ rude, ma non sopportava assolutamente che qualcuno si introducesse nella sua vita, solo una volta aveva permesso che ciò avvenisse, con il suo ex ragazzo, aveva commesso il grave errore di dipendere totalmente da lui, ma poi, rendendosi conto della sua immaturità aveva messo fine alla loro storia perdendo così anche un amico, per la verità l’unico amico che avesse mai avuto. Aveva sofferto molto, per questo aveva giurato a sé stessa che mai più avrebbe riposto fiducia in un altro essere umano.  Per tanti anni aveva cercato di convincersi che nella vita era meglio stare soli piuttosto che essere nuovamente delusi, che fosse il proprio ragazzo o un amico non faceva differenza ma questa sua decisione l’aveva portata giorno dopo giorno ad una chiusura totale verso il prossimo, in questo modo si proteggeva, questo sì, ma c’era il risvolto della medaglia, isolarsi le aveva precluso anche la possibilità di conoscere persone e magari l’eventualità di farsi dei veri amici.  La cottura dell’ultima torta coincise con la fine del turno di Margherita che si diresse nello spogliatoio per cambiarsi e tornare a casa  a continuare la sua battaglia, era ansiosa di ricontrollare la posta per vedere se Juliana avesse finalmente risposto, ma mentre stava chiudendo l’armadietto sopraggiunse Angela che di getto le disse: “Margherita, scusa, non volevo essere invadente, mi sono permessa di dirti quelle cose solo perché mi sono affezionata a te, lo so che ci conosciamo solo da pochi mesi ma da quando sono qui mi sento come in famiglia, anzi molto più che in famiglia visto che nella mia non ho mai sperimentato l’affiatamento che ho riscontrato qui al bistrot.”. Qualcosa fece breccia nel cuore indurito di Margherita, qualcosa che, vista la sua vulnerabilità accresciuta dalla malattia, riuscì ad abbattere, anche se per breve tempo, tutti i proponimenti che si era prefissa negli anni, e con la migliore cordialità che riuscì ad esternare le disse: “Scusami tu, ma sai…sono talmente abituata a stare da sola che mi è veramente difficile relazionarmi con qualcuno, non dipende da te, è una mia difficoltà, non farne un fatto personale per favore e grazie…grazie per tutti i complimenti che hai fatto sul mio lavoro, davvero!”. Detto questo se ne andò ed Angela si sentì decisamente meglio anche se aveva notato che Margherita aveva sorvolato abilmente sulla sua ultima dubbiosa considerazione.

2 thoughts on ““Questione di prospettiva” di Nicoletta Del Gaudio – Cap. 12 –”

  1. “I fatti della vita a volte ci chiudono agli altri “. È’ proprio vero , l‘amore però’ rompe ogni barriera !
    . Sempre in attesa

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