Terminata la maturità i ragazzi sono veramente liberi di scegliere???

Cosa intendo? Ve lo spiego tra un minuto.  In questi giorni migliaia di studenti stanno affrontando il tanto temuto esame di maturità e se ne sente parlare un po’ dappertutto, telegiornali, quotidiani forniscono notizie più o meno dettagliate e potreste dire “Beh, quale sarebbe la novità?  Da anni, in questo periodo si svolgono questi esami, è ovvio che se ne parli!”. Figuriamoci se non sono d’accordo, inoltre io sto vivendo l’ennesima maturità, sì perché la mia ultima figlia la sta affrontando proprio in questi giorni con tutte le ansie, le angosce che tutti quelli che hanno fatto questo esame si ricorderanno senz’altro, con la differenza che quando la affrontano i nostri figli le ansie sembrano centuplicate!   Ma quello di cui vorrei parlare con voi, o meglio, le riflessioni che vorrei fare riguardano questo esame ma considerando altri aspetti.  La maggior parte dei ragazzi quando avrà finito proseguirà con l’università, alcuni hanno già le idee chiare, ma molti di loro ancora sono indecisi per varie ragioni, magari avrebbero anche scelto la facoltà ma vengono scoraggiati dalla realtà che, inconfutabilmente, dice loro che frequentando quella facoltà  le possibilità di lavoro sono praticamente inesistenti e così, a malincuore, optano per un piano B che li rende tristi e demotivati come quelle persone anziane piene di livore perché hanno troppi rimpianti.  In Italia abbiamo già un numero consistente di medici, archeologi, avvocati e potrei continuare con la lista, disoccupati o talmente sottopagati che non possono permettersi di essere indipendenti economicamente, figuriamoci poi se alcuni di questi ragazzi che otterranno la maturità sceglieranno una strada diversa da quelle canoniche, apriti cielo! Intraprendere percorsi di studio per imparare e poi perfezionarsi in discipline legate all’espressione artistica? Ma siamo matti?  Immediatamente ecco che lo sdegno dei benpensanti si fa strada!  “Si, vuol fare il musicista, ma figuriamoci, poi che mangia?” oppure “Va bene, se proprio vuole cantare canti, ma come hobby, la vita di tutti i giorni, mantenersi è un’altra storia!” e così facendo si rompono in mille pezzi i sogni, si impongono scelte, si è talmente impegnati a convincere quel ragazzo/a ad omologarsi ai modelli della società da non rendersi conto che forse si sta uccidendo un talento straordinario senza dargli nemmeno il tempo di nascere, l’opportunità di emergere.  Chi può arrogarsi tale diritto? A me viene da rispondere proprio nessuno!  Certo, questo non vuol dire che non sia necessario rimanere con i piedi per terra, è opportuno che chi voglia comunque iniziare un percorso artistico sia consapevole della salita faticosa che dovrà sostenere, dei rifiuti che dovrà affrontare, ma nessuno ha il diritto di distruggere i sogni di un altro essere umano!

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