Resilienza: che significa e perché è importante conoscerne il significato?

Riporto le parole di Wilkipedia che definiscono questa parola: “ capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.”

Quando subiamo un trauma, la perdita di una persona cara, il tradimento da parte di qualcuno in cui avevamo riposto un’infinita fiducia, l’insorgere di una malattia grave, ecc…generalmente ci richiudiamo a riccio e tendiamo a lasciarci trasportare da una malefica corrente di pessimismo, di catastrofismo fino ad arrivare ad un nichilismo totale.  Ma non è quello che scorgiamo nel libro di Edith Eva Eger “La scelta di Edith”.  Questa donna eccezionale di origine ungherese, sopravvissuta ai campi di sterminio, ha attuato ‘la resilienza’ nella sua vita, dopo la guerra si trasferì negli Stati Uniti dove ha studiato psicologia, specializzandosi nella cura di pazienti affetti da disturbi post traumatici insegnando loro come affrontare il passato riorganizzando completamente la loro vita mantenendo però intatta la propria identità.  In questo romanzo è chiaramente esposto, con esperienze concrete, come sia possibile affrontare il trauma immediatamente, avendo sempre presente la possibilità di scegliere se rassegnarsi al dolore oppure concedersi la speranza, immaginando che qualcosa di meraviglioso può esserci ancora donato.  Troppe volte invece si tende a considerare di non avere più ‘chances’ e finiamo per non guardare più avanti.  Di fronte all’ineluttabile possiamo chiuderci totalmente, ma Edith Eva Eger dice: “…se questo momento, proprio questo, per me è l’ultimo sulla terra, perché sprecarlo in rassegnazione e senso di sconfitta? Devo proprio passarlo come se fossi già morta?”  Ecco basterebbe avere una minima percentuale della forza che sprigiona questo romanzo che non si vorrebbe finire di leggere per l’energia che dona, per rivoluzionare le nostre vite, per non arrendersi mai, per affrontare ciò che terrorizza ogni essere sulla terra, la paura di soffrire e di non riuscire a superare delle prove che sembrano ostacoli insormontabili.

 

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