Il rispetto non si discute

Sono ormai svariati giorni che in televisione si sente parlare continuamente del caso “Asia Argento”.  Confesso che sono veramente stupita di come siamo retrogradi nel nostro paese.  Ho sentito nei vari talk show che si sono dedicati a ciò alcune affermazioni sul comportamento di questa attrice avvenuto all’epoca del fatto, che dapprima mi hanno raggelato, in seguito indignato come donna, e penso, anzi ne sono sicura, che molte donne abbiano provato i miei stessi sentimenti.  Si sono fatte elucubrazioni di ogni tipo permettendo ad individui, come certi giornalisti, di emettere giudizi molto pesanti sull’accaduto, giudizi che riguardavano però non colui che si era comportato come un animale (e qui chiedo scusa a tutti gli animali), ma colei che ha subito il suo comportamento bestiale al momento del fatto e che ancora continua a subirne le conseguenze.  Tali giudizi si sono soffermati sull’età della vittima, 21 anni all’epoca, sentenziando che a quell’età non si sia così ingenui da non capire cosa stesse succedendo e quindi rifiutare i tentativi predatori della bestia.  Penso che questi cosiddetti ‘giudici’ abbiano proprio sbagliato completamente l’angolazione con cui hanno visionato la questione, probabilmente i paraocchi dei pregiudizi maschilisti glielo hanno impedito.  Il punto è che nessun essere umano debba arrogarsi il diritto di umiliarne un altro!  Ciò che invece ha vissuto quel giorno quell’attrice.  Il punto è che continuamente nei posti di lavoro molti ‘uomini’ si arroghino il diritto di umiliare le loro collaboratrici in quanto donne, le forme utilizzate possono essere varie, da quelle psicologiche a quelle fisiche, avere una posizione di potere non dà automaticamente loro il diritto di mortificarle.  Quella che ho ascoltato in questi giorni è stata molta DIETROLOGIA, la pretesa di conoscere meglio di chiunque altro, anche della vittima, ciò che è avvenuto, una prosopopea inaudita!  Come si può giudicare lo stato d’animo di una persona, in più giovane, che si è trovata in quella situazione?  Come ci si può sostituire alla vittima?  Che ne può sapere il ‘giudice’ di come si possa essere sentita quella donna di fronte a tanta arroganza?  Che ne sa del suo passato, della sua infanzia, della sua adolescenza?  Ognuno di noi È DIVERSO DALL’ALTRO, ognuno ha la sua storia ed il suo modo di reagire di fronte alle situazioni.  Il punto centrale di tutto è che prima di agire bisognerebbe sempre ricordare una cosa: quando compiamo un’azione bisogna sempre ricordare di non procurare dolore agli altri perché la libertà di agire di ognuno termina dove inizia quella dell’altro.

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